Big G o small g?

CURIOSANDO AL MUSEO - Appunti di storia, scienza, tecnologia e didattica è una rassegna digitale a cura del Museo della Bilancia.

 

Big G or small g?
Sappiamo identificare tutti la Big G con il colosso dell’informatica Google, così come sappiamo cosa rappresenta in fisica la costante g, accelerazione di gravità, il cui valore è ben definito e tipico per ogni pianeta. Ma anche la small g può essere una Big G.
Nel luglio 1977 a El Mirage dry lake, California, Kitty O’Neil piazzò il suo dragster su una pista lunga 440 yard, circa 440 metri. Raggiunse la più grande velocità terminale (velocità bel punto finale) fino ad allora registrata, e la ottenne battendo anche il record di rapidità: 392,54 miglia/ora, ovvero circa 632,1 km/h in 3,72 secondi. L'accelerazione media fu pari a 47,1 m/s2, ovvero 4,81 volte il valore di g sulla superficie della Terra. Un po’ come se una persona di 50 kg pesasse non 500 ma 2405 N.
Ma c’era chi aveva fatto meglio.

Nel dicembre 1954 presso la Holloman Air Force Base, New Mexico John Stapp, in cinque secondi, su un mezzo con nove motori a reazione, raggiunse la velocità di 632 miglia per ora, ovvero 1011,8 km/h. Con un’accelerazione media  pari a 5,7 volte g. Per cui i 50 kg di prima equivarrebbero a 2850 N.
Ma c’era chi aveva fatto ancora meglio.

Nel maggio 1954, sempre presso la Holloman Air Force Base Eli Beeding Jr. raggiunse la velocità di 117 km/h. Direte voi: e allora? siamo sotto al limite di velocità in autostrada. Cosa ci vuole? In effetti non andò velocissimo… ma sapendo che la velocità venne raggiunta in 0,04 secondi la prospettiva cambia! Il tempo fu così breve da produrre un'accelerazione media pari a 82,6 g. I 50 kg di prima diventerebbero 41300 N, una vera Big g!

in collaborazione con narrascienza.org

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